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Orientamento sessuale e adolescenza

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Con il termine orientamento sessuale si indica l’attrazione emozionale, romantica e/o sessuale di una persona verso individui dello stesso sesso (omosessuale), di sesso opposto (eterosessuale) o entrambi (bisessuale).
L’orientamento sessuale è cosa distinta dal sesso biologico, dall’identità di genere e dal ruolo di genere. Questi definiscono rispettivamente il sesso genetico di una persona determinato dai cromosomi sessuali, il genere a cui si sente di appartenere (ovvero se la persona identifica se stessa come maschio o come femmina) e le norme sociali sul comportamento di uomini e donne relative ad una determinata cultura ed epoca (ruolo di genere).
L’orientamento sessuale non si divide tuttavia in una rigida dicotomia che vede i soli due poli estremi dell’omosessualità e dell’eterosessualità. Le ricerche di Kinsey hanno sottolineato più volte una fluidità sessuale e la possibilità di cambiamento lungo l’arco di vita.

Ad oggi, non sono state identificate teorie biologiche o psicosociali in grado di determinare il perché, ad esempio, alcuni individui sviluppino un’attrazione verso membri dello stesso sesso.
L’orientamento sessuale ha un ruolo molto importante nella formazione della futura identità sessuale dell’adolescente. All’interno del gruppo dei pari, gli adolescenti sperimentano rapporti omosessuali ed eterosessuali ma ciò non comporta necessariamente la strutturazione – ad esempio – di un’identità omosessuale.

Il dott. Troiden nel 1988 ha cercato di sintetizzare la formazione dell’identità omosessuale lungo un percorso che si divide in 4 fasi. L’Autore ribadisce tuttavia l’estrema fluidità dell’orientamento sessuale capace di modificarsi lungo il corso del tempo.

Le quattro fasi descritte sono:
Sensibilizzazione: avviene generalmente prima della pubertà. In questo stadio si possono sperimentare pensieri e sentimenti differenti rispetto ai coetanei dello stesso sesso.
Identità confusa: avviene generalmente intorno ai 17-18 anni. Durante questo stadio l’adolescente si sente attratto dai coetanei del suo stesso sesso ma rifugge nel medesimo tempo l’idea di provare questi sentimenti. Alcuni possono addirittura manifestare una forte ostilità nei confronti dei pari omosessuali o bisessuali. Questo stato di profonda contraddittorietà può costituire un fattore di rischio importante per lo sviluppo di comportamenti di abuso e suicidari.
Assunzione dell’identità: avviene generalmente tra i 19 ed i 23 anni. In questa fase generalmente si riduce l’isolamento sociale attraverso il contatto e la conoscenza di altri pari che condividono la medesima situazione. L’utilizzo di internet facilita l’incontro e le modalità di scambio e confronto tra gli adolescenti che si sentono legati da un “sentire comune”. Compito principale di questa fase è quello di imparare a gestire l’eventuale stigma sociale che può essere accentuato dalla mancanza di sostegno da parte della famiglia di origine.
Integrazione ed impegno: avviene tra i 22 ed i 24 anni. Il sentimento omosessuale che si prova è finalmente integrato in tutti gli aspetti della vita. Si rafforza l’identificazione con il gruppo. Le relazioni intime appaiono così più serene ed appaganti.

Tutte le fasi descritte da Troiden sono caratterizzate da un elevato livello di stress. Le strategie che vengono in certi casi utilizzate dagli adolescenti per gestire tali emozioni possono essere numerose, tra le più comuni troviamo le seguenti.
Negazione: gli impulsi e i sentimenti provati vengono continuamente negati;
Riparazione: l’adolescente cerca di nascondere e modificare quei comportamenti e sentimenti che considera più propri dell’omosessualità, cercando di apparire agli occhi degli altri estremamente virile per mostrare la propria eterosessualità.

Per approfondire

L’asessualità può essere considerata un orientamento sessuale?

No…per asessualità si intende la mancanza di attrazione sessuale e l’assenza di interesse o desiderio per il sesso. L’asessualità deve essere tuttavia distinta dall’astensione sessuale; alcuni individui possono infatti intercorrere in rapporti sessuali, nonostante non ne sentano il desiderio. La masturbazione può essere inclusa, anche se per molti non viene considerata piacevole.
Generalmente gli asessuali dichiarano alcuni vantaggi legati alla loro scelta come ad esempio ridurre il rischio di malattie sessualmente trasmissibili o gravidanze indesiderate, avere più tempo libero, non ricevere pressioni sociali per trovare il/la partner.

Su internet, ad opera di David Jay, nasce la più grande comunità di asessuali: l’Asexual Visibility and Education Network (AVEN).


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