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Dipendenza da sesso e da droghe

Un’interessante ricerca condotta dai ricercatori dell’Università di Cambridge, rivela come la dipendenza da sesso e da sostanze condividano i medesimi circuiti neuronali, responsabili della messa in atto dei comportamenti compulsivi e dei pensieri ossessivi che ruotano intorno all’oggetto del desiderio.

Lo studio, indirizzato dalla dott.ssa Valerie Voon e colleghi ha confrontato i livelli di attività delle diverse aree del cervello (monitorate con risonanza magnetica funzionale), in un gruppo di pazienti che avevano avuto notevoli difficoltà a controllare il loro comportamento sessuale.

Dai risultati dell’esperimento emerge come la visione dei video a contenuto pornografico – con scene di sesso esplicite – attivava le stesse aree che si “accendono” nei tossicodipendenti quando sottoposti alla visione di stimoli che evocavano le droghe ed il loro uso.

Le aree che venivano attivate erano: lo striato ventrale, la parte dorsale della corteccia del cingolo anteriore e l’amigdala.
Lo striato ventrale è coinvolto nell’elaborazione della ricompensa e della motivazione, la parte dorsale del cingolo anteriore è implicata nell’anticipazione della ricompensa e del craving (il desiderio irresistibile di assumere una sostanza o di fare “qualcosa”), e l’amigdala che partecipa all’elaborazione del significato degli eventi e delle emozioni, in particolare quelle associate alla paura.
Tuttavia, quando ai soggetti è stato chiesto, di indicare il livello di gradimento delle immagini sessuali proposte, i partecipanti hanno riferito un piacere inferiore rispetto ai livelli di desiderio che sembrava apparire nelle immagini mostrate dalla risonanza magnetica (ovvero le aree attivate di cui sopra). Questo spiegherebbe perché l’irrefrenabile impulso dei soggetti dipendenti verso “l’oggetto” sia dovuto, più che dal piacere, dal desiderio che spinge verso la continua ripetizione della ricerca o dell’esperienza.

La sola presenza del piacere porterebbe probabilmente ad una minore attrattività dello stimolo, che verrebbe rapidamente sostituito con un altro non permettendo quindi l’instaurarsi di un continuo processo di “ricerca verso”; forse in questo modo non si instaurerebbe la dipendenza.

Quanto detto sopra, riguarda sia i processi di dipendenza sia la vita ordinaria di tutti noi.
Ovviamente la conoscenza dei meccanismi sottostanti il desiderio ci permettono di comprendere le motivazioni che spingono i soggetti dipendenti a mettere continuamente in atto il comportamento compulsivo, nonostante le innegabili conseguenze negative.


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