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Disturbi del Desiderio Sessuale

Un calo del desiderio sessuale o la sua assenza sono sintomi dei cosiddetti disturbi del Desiderio Sessuale, che includono il Disturbo da Desiderio Sessuale Ipoattivo e il Disturbo da Avversione Sessuale.

La caratteristica fondamentale del Disturbo da Desiderio Sessuale Ipoattivo è l’insufficienza o assenza di fantasie sessuali o del desiderio di attività sessuali. Uno scarso desiderio sessuale può essere globale ed includere tutte le forme di espressione sessuale, oppure essere limitato ad un partner o ad un’attività sessuale specifica (il paziente può evitare rapporti sessuali ma non la masturbazione ad esempio). Vi è inoltre scarsa motivazione nel ricercare stimoli, tuttavia il soggetto se adeguatamente stimolato accetta l’offerta sessuale e ne gode adeguatamente.

Nel Disturbo da Avversione Sessuale il soggetto riferisce spesso ansia, timore e disgusto quando si trova di fronte ad opportunità sessuali con il partner. Per alcuni individui la repulsione per il sesso è generalizzata, per altri può essere focalizzata su un particolare aspetto dell’esperienza sessuale (secrezioni vaginali, sperma, penetrazione vaginale). L’ansia anticipatoria, prodotta dal pensiero di potersi trovare in situazioni sessuali, induce nella persona comportamenti di fuga o di evitamento, volti a ridurre l’ansia.

Cause

Possibili cause del Disturbo da Avversione Sessuale e del Disturbo Ipoattivo riguardano convinzioni religiose estreme assieme ad una struttura di personalità rigida che presenta difficoltà nel mostrare emozioni e nel costruire un rapporto di intimità fisica, necessario per l’attività sessuale. Altre cause possono essere rintracciate all’interno del rapporto di coppia e comprendere una mancanza di attrazione verso il coniuge oppure dei conflitti non risolti.

Trattamento

Il trattamento per il Disturbo da Desiderio Sessuale Ipoattivo è molto complesso ed è principalmente volto a far riprendere l’attività sessuale in modo graduale, proponendo esperienze condotte in atmosfera rilassata e non esigente ed introducendo elementi di novità in situazioni ormai statiche. La terapia deve essere tuttavia rivolta ad entrambi i partner. Il modello di LoPiccolo e colleghi, specificatamente mirato all’innalzamento del desiderio sessuale è il trattamento maggiormente utilizzato.

La terapia si basa su 4 momenti, qui di seguito illustrati.

  1. Nella prima fase vengono utilizzate tecniche di “consapevolezza emotiva”, in quanto molte persone che presentano un basso desiderio sessuale, sono inconsapevoli dei sentimenti negativi che provano nei confronti del sesso e riferiscono semplicemente di “non essere interessate”. In questa fase della terapia si tende pertanto a rendere consapevole l’individuo dei sentimenti negativi quali ansia, rabbia, risentimento, che possono bloccare l’impulso sessuale.
  2. Nella seconda fase, vengono esplorate due tipi di cause; quelle che possono aver innescato la problematica sessuale (es: atteggiamenti familiari repressivi e sessuofobici) e quelle che attualmente lo mantengono. In genere, occorre considerare ed intervenire sui motivi di mantenimento attuale del problema e non sulle cause remote, che possono averlo avviato.
  3. Nella terza fase, in riferimento alle problematiche esposte nella fase precedente, il terapeuta aiuta il paziente ad individuare e sostituire pensieri negativi automatici che insorgono nel corso dell’attività sessuale con altri più positivi, o comunque meno drammatizzanti.
  4. Il paziente con scarso desiderio, solitamente evita qualsiasi stimolo possa portarlo verso un’ipotetica situazione sessuale. In quest’ultima fase il terapeuta chiede al paziente di pensare quali fantasie sessuali o quali comportamenti può ricercare per avere un contatto con il partner –seppur ancora non di tipo prettamente sessuale.
  5. Solo a questo punto i pazienti possono trarre beneficio dalle tradizionali procedure di terapia sessuale, che prevedono esercizi di contatto fisico, allo scopo di apprendere quali tecniche rendono il sesso gratificante fisicamente, oltre che emotivamente.

Per il Disturbo da Avversione Sessuale il trattamento di elezione consiste in tecniche di esposizione graduata che portano il soggetto ad affrontare “situazioni sessuali” ansiogene via via sempre più intense e quindi, in grado di indurre crescenti risposte d’ansia. Occorre comunque esplorare e rielaborare quei fattori di sviluppo che possono aver contribuito a creare un legame tra sessualità ed emozioni negative.


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