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Disturbo dell’Eccitazione Sessuale Femminile

La caratteristica fondamentale del Disturbo dell’Eccitazione Sessuale Femminile è una persistente o ricorrente incapacità di raggiungere, o di mantenere fino al completamento dell’attività sessuale un’adeguata risposta di eccitazione sessuale con lubrificazione-tumescenza. La risposta di eccitazione consiste nella vasocongestione pelvica (afflusso di una maggiore quantità di sangue nel distretto pelvico), lubrificazione ed espansione vaginale e tumescenza (aumento di volume) dei genitali esterni.

Trattamento

Per il trattamento di questo disturbo vengono utilizzati gli esercizi di Kegel. Innanzitutto tali esercizi consistono nell’insegnare alla donna a riconoscere i propri muscoli pubo-coccigei, chiedendole al momento della minzione, di interrompere due o tre volte il getto dell’urina; questo effetto viene ottenuto proprio dalla contrazione di tale gruppo muscolare, la donna individua così i muscoli in questione.
Una volta localizzati questi muscoli perivaginali, si consiglia alla donna di contrarli in serie di 5 contrazioni e decontrazioni successive, ripetute più volte al giorno; in tal modo questi muscoli vengono esercitati e divengono maggiormente tonici.

Tale tecnica viene usata attualmente per aumentare la sensibilità vaginale e migliorare le capacità di eccitamento e di orgasmo nelle donne, con risultati che sembrano positivi.
Problemi di eccitamento possono essere conseguenti a fobie sessuali specifiche, a un rapporto di coppia vissuto con ansia, le cui frustrazioni si riversano sul versante sessuale.
La Kaplan suggerisce l’impiego di varie tecniche di stampo cognitivo-comportamentale, per trattare dal punto di vista psicologico il disturbo dell’eccitazione sessuale femminile.

Si riportano di seguito i punti dall’Autrice indicati:

  • insegnare l’automonitoraggio per incrementare la consapevolezza dei pensieri, delle emozioni e dei comportamenti controproducenti, favorendo l’elaborazione di pensieri positivi o almeno alcuni in grado di sostituire quelli disfunzionali;
  • l’uso di materiale erotico e la stimolazione di fantasie sessuali;
  • compiti tendenti a riprende (o talora riapprendere) la masturbazione;
  • training di abilità sessuali, per migliorare la relazione e aumentare elementi di novità;
  • migliorare la comunicazione tra i partner;
  • incrementare l’intimità tra i partner, soprattutto perché molte donne considerano lo scambio emotivo come preludio fondamentale per l’eccitazione sessuale;
  • in taluni casi, si può consigliare l’utilizzo di vibratori.

Terapie di natura medica

Vasodilatatori:
Sono stati impiegati alcuni farmaci usati nei disturbi dell’erezione maschile, come ad esempio il Sildenafil, la fentolamina e la pentossifillina, nell’ipotesi che essi possono agire favorendo la formazione della platform vaginale e le strutture del clitoride mediante meccanismi analoghi a quelli riscontrati nell’apparato maschile.

Antidepressivi:
Alcuni farmaci dopaminergici sono stati studiati nella loro azione sulla risposta di attivazione sessuale femminile ; fra questi vi è il deprenyl.
Altri farmaci, come i serotoninergici, mostrano effetti positivi sul desiderio e l’eccitazione sessuale femminile.


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