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Eiaculazione Precoce

La caratteristica fondamentale dell’Eiaculazione Precoce è la persistente o ricorrente insorgenza dell’eiaculazione a seguito di una minima stimolazione sessuale prima, durante, o subito dopo la penetrazione e comunque prima che il soggetto lo desideri. Devono necessariamente esser tenuti di conto fattori come l’età, la novità del partner sessuale o della situazione e la frequenza dell’attività sessuale. La maggior parte dei maschi con questo disturbo possono ritardare l’orgasmo con la masturbazione, per un tempo notevolmente più lungo che con il coito.

Alcuni ricercatori, per poter parlare di eiaculazione precoce, prendono come punto di riferimento il fatto che l’uomo non sia in grado di trattenersi in modo tale che la donna sia soddisfatta in almeno il 50% dei casi. Anche questo criterio è tuttavia estremamente discutibile, in quanto occorre valutare le capacità orgasmiche della donna. In ogni caso si può dire che un soggetto è sicuramente eiaculatore precoce se l’eiaculazione avviene prima ancora di introdurre il pene in vagina. Alcuni uomini riescono a ritardare l’eiaculazione nell’ambito di una relazione stabile ma manifestano nuovamente i sintomi quando hanno un nuovo partner. Tipicamente l’Eiaculazione Precoce viene osservata in uomini giovani, ed è presente fin dai primi tentativi di rapporto sessuale.

Cause

Sono state proposte diverse cause circa l’Eiaculazione Precoce, alcune più di tipo biologico, altre più di tipo psicologico.

Fattori psicologici

  • alti livello di ansia. L’ansia attiverebbe il sistema ortosimpatico, lo stesso sistema responsabile della fase di emissione dell’eiaculazione. Inoltre l’ansia agirebbe come fattore distraente durante il rapporto sessuale, impedendo all’uomo di monitorare il proprio livello di attivazione e di cogliere le sensazioni antecedenti l’eiaculazione.

Fattori biologici

  • sensibilità del pene. Gli eiaculatori precoci manifestano una maggiore sensibilità alla stimolazione, raggiungendo rapidamente il livello critico richiesto per l’eiaculazione;
  • riflesso bulbocavernoso (RBC). Ipersensibilità del muscolo bulbocavernoso e ischiocavernoso;
  • problemi tiroidei;
  • infiammazioni o infezioni alla prostata o uretra.

Trattamento

La tecnica dello stop/start di Master e Jhonson rappresenta il trattamento di elezione per l’eiaculazione precoce. Nell’immediatezza dell’eiaculazione si comprime il pene sotto il glande (usando il pollice e l’indice), con forza sufficiente per circa 3-4 secondi. In tal modo si ottiene il blocco dell’eiaculazione e si perde in parte l’erezione (manovra dello squeeze). Questa manovra viene compiuta dalla donna ogni qualvolta che l’uomo le comunica di essere prossimo all’eiaculazione. Inizialmente la stimolazione avviene manualmente, successivamente dopo un numero adeguato di ripetizioni può avvenire la penetrazione, dove la donna in posizione sovrastante l’uomo, controlla i movimento e anche in questo caso- in prossimità dell’eiaculazione- viene utilizzata la tecnica della compressione estraendo il pene dalla vagina. La ripetizione di tali esercizi generalmente porta ad un allungamento della latenza eiaculatoria. Probabilmente l’allungamento dei tempi eiaculatori è la conseguenza di un processo di assuefazione dell’uomo al proprio livello di eccitazione, risultato che egli non raggiungeva precedentemente a causa dell’evitamento di ogni procedura sessualmente attivante. Inoltre l’esercizio, ripetuto più volte la settimana, è in grado di elevare la frequenza dell’attività sessuale e così anche la soglia sensoriale del pene.

La Kaplan sostiene che se l’uomo riuscisse a concentrarsi sulle proprie sensazioni erotiche, sarebbe in grado di riuscire a percepire il momento dell’eiaculazione, riuscendo in tal modo a ritardarla. La Kaplan indica pertanto una procedura molto simile a quella sopra descritta in cui l’uomo avverte la partner di essere prossimo all’eiaculazione; la donna si limita in tal modo a smettere la stimolazione che, anche in questo caso, è dapprima manuale e poi con penetrazione nella posizione in cui la donna è soprastante e si muove guidata dall’uomo che la stringe per i fianchi. L’uomo dovrà concentrare la sua attenzione sulle proprie sensazioni genitali, senza distrarsi. Generalmente questa tecnica produce un graduale allungamento della latenza eiaculatoria in una vasta percentuale di casi.

La terapia farmacologica si basa su due classi di farmaci che inducono l’effetto di ritardare l’eiaculazione: i bloccanti alfa-adrenergici e gli antidepressivi serotoninergici (dapoxetina). Per quanto riguarda i farmaci serotoninergici si sfrutta l’effetto aspecifico-ritardante.


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