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Dipendenza da Internet, Internet Addiction

Il DSM-V (2012),  parla di “Internet Use Disorder” inserendo le dipendenze comportamentali – e dunque anche quelle tecnologiche – all’interno della categoria: “reward dependence disorder” descrivendo i seguenti sintomi:
(A) elevata preoccupazione derivante dall’utilizzo di internet.
(B) isolamento sociale;
(C) necessità di spendere maggiore tempo nell’attività on line per avere la medesima sensazione di benessere: tolleranza;
(D) insuccessi nel tentativo di controllare l’utilizzo di internet;
(E) continuo utilizzo di internet nonostante le conseguenze negative derivanti dall’uso;
(F) perdita di altri interessi;
(G) l’utilizzo di internet permette di regolare l’umore o prevenire un umore depresso;
(H) perdita di una grande quantità di tempo collegata all’utilizzo di internet;
(I)  perdita o grave trascuratezza di relazioni significative, lavoro, dovute all’utilizzo di internet.

Un numero ampio di pubblicazioni scientifiche tendono ad avvalorare l’esistenza della dipendenza da internet come una patologia ascrivibile ai disturbi di dipendenza con i quali condivide le esperienze di abuso, craving, tolleranza, astinenza, difficoltà nel gestire l’impulso e  messa in atto del comportamento nonostante le conseguenze negative.

Fasi di sviluppo dell’Internet Addiction

Secondo Young K. S (1999) le fasi che conducono alla dipendenza sono principalmente tre: coinvolgimento, sostituzione e fuga. Il coinvolgimento si sviluppa a partire dalle prime esperienze di navigazione on line ed è caratterizzato da un senso di curiosità e voglia di sperimentazione che culmina nella scelta di una particolare applicazione o funzione di internet (chat, mail..). Nella fase seconda l’alto coinvolgimento con internet fa sì che la realtà virtuale interpoli bisogni non soddisfatti nella vita reale. È solo nella terza fase, la fuga, che s’instaura realmente la dipendenza. Il soggetto sempre più spesso trascorre il proprio tempo sul web trovando nel mondo di internet una soluzione efficace contro stress, angosce, insicurezze. L’illusione del piacere spinge così l’individuo a passare sempre più tempo in rete…..
Come in ogni forma di dipendenza, anche in quella da internet il soggetto ha bisogno di dosi sempre maggiori per poter provare lo stesso stato di benessere. I forti utilizzatori pertanto potrebbero rispondere con un abbassamento del tono dell’umore in coincidenza dell’uso del web passando sempre più tempo on-line per riportare lo stato emotivo a livelli soddisfacenti.
Come per altri comportamenti a rischio si genera un vortice in cui la persona dipendente rimane su internet per sollevare il proprio umore (astinenza) ma avrà bisogno di un periodo sempre maggiore per sentirsi meglio (tolleranza).

Strumenti di diagnosi

I questionari più diffusi sono indubbiamente l’Internet Addiction Survey e l’ Internet Addiction Test.
Nell’ambito della ricerca italiana sull’Internet Addiction sono stati  recentemente  presentati l’UADI (Questionario per l’Uso, Abuso e Dipendenza da Internet) di Del Miglio, Gamba e Cantelmi, del 2001, il PACQ (Personality Assestment Cyber- Questionnaire ) sempre del 2001 di Cardaci, Caci ed Attardi ed il TSB (Tech Style Behavior) di La Barbera et al.

Trattamento

Considerato che i computer hanno un’importante funzione nella vita quotidiana, i modelli di trattamento che richiedono un’assenza completa di Internet non sono realistici. Diversamente dalle altre dipendenze, la terapia comprende tecniche ed obiettivi che incoraggino un uso ordinato e controllato di Internet e attività alternative che tengano la persona lontana dalla rete.


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