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Rave parties ed effetti sessuali

RAVE

 

In una festa rave ho buttato giù una pasticca di ecstasy ma ho avuto “strani”  effetti sessuali…

Le spiego: tutto dipende dalla serotonina. Anche altri farmaci hanno questi effetti……

L’ecstasy o MDMA, più precisamente 3,4-metilendiossimetamfetamina, è una sostanza molto interessante dal punto di vista farmacologico. Si potrebbe dire che è una droga ben costruita (una designer drug ben fatta). Essa associa effetti allucinogeni ed amfetaminici; come dire che in conseguenza della sua struttura chimica (ovvero così come è stata costruita) assomiglia nei suoi effetti alla mescalina (per la parte allucinogena) e contemporaneamente ad una metamfetamina (per la parte amfetaminica).

Mi consenta una semplificazione: se lei guardasse la formula chimica vedrebbe a destra la parte amfetaminica  e a sinistra quella allucinogena…ripeto, così, per dare un’ idea. Aggiungo anche che banalissimi chimici possono, con opportune modificazioni, spostare gli effetti verso la parte allucinogena o al contrario quella amfetaminica.

Sta di fatto che il successo è proprio dovuto agli effetti e alla lunga durata d’azione, senza che, né i primi né i secondi siano particolarmente “pesanti”.

Per quello che lei mi ha chiesto, la ragione è nel meccanismo d’azione dell’ecstasy.

Non mi dilungo in complicate spiegazioni farmacologiche che finirebbero per “confondere” per cui accetti quanto: l’ecstasy principalmente deve i suoi effetti alla capacità di aumentare in modo rilevante la serotonina nel sistema nervoso centrale ed assieme anche quella della dopamina, la molecola del piacere. Tra l’altro permette anche il rilascio dell’ossitocina, il cosiddetto ormone dell’amore.

Lei comprende che tutte e tre queste azioni fanno tanto e permettono intanto di capire quello strano e potente effetto entactogeno dell’ecstasy, ovvero: aumento della socialità, dell’empatia, della simpatia verso gli altri, una stato estatico e di quiete….e tanto altro ancora.

Notoriamente ad esempio l’ecstasy è detta una sostanza “sensuale” e “sensoriale” senza essere precisamente pro-sessuale, ma tutto gira attorno a questo. Assieme, per la parte metamfetaminica, lei balla, ha ritmo vuole muoversi e anche tanto.

Giungo a termine.  E’ chiaro che tutto ciò avvicina e favorisce (o può favorire) i rapporti sessuali anche in modo promiscuo – e per questo si invita alla prudenza perché c’è tanta occasione di rapporto non sicuri – ma negli uomini allo stesso tempo l’ecstasy può creare difficoltà, ossia difficoltà erettive.

Ciò è dovuto sia all’azione simpatico mimetica (quella della parte amfetaminica) che causa detumescenza del pene e sia alla parte serotoninergica (quella dovuta alla serotonina).

Tant’è che i ragazzi che frequentano i rave o che fanno tanto ecstasy alla fine risolvono il problema assumendo il Viagra, quello che viene detto “sexstasy”. Così superano tutto. D’altra parte l’eccitazione, la disponibilità, la voglia possono essere molto elevate e non si può rischiare di non risolvere il problema.

 

 

Da qui in poi mi dilungo ma solo un po’ sulla serotonina ed altri importanti farmaci, di uso comune, che presentano lo stesso effetto collaterale.

La serotonina (5-HT) è un neurotrasmettitore monoaminico sintetizzato nei neuroni serotoninergici nel sistema nervoso centrale, nonché nelle cellule enterocromaffini nell’apparato gastrointestinale ed è coinvolta in numerose funzioni fisiologiche quali l’umore, l’appetito, il comportamento alimentare, il ritmo sonno-veglia, la temperatura corporea ed il comportamento sessuale.

Nel controllo del comportamento sessuale la serotonina è implicata nell’intero ciclo di fase della risposta sessuale (Serretti, Chiesa, 2009; 2010).

Le disfunzioni maggiormente segnalate in letteratura – dovute a elevati livelli o bassi livelli di questo neurotrasmettitore – comportano: eiaculazione ritardata, orgasmo ritardato e/o assente, inibizione e/o assenza del desiderio, inibizione e/o assenza dell’eccitamento sessuale (disfunzione erettile e insufficiente lubrificazione) (La Torre, Giupponi, Duffy & Conca, 2013).

Ciò accade con gli antidepressivi ed in particolare con quelli detti serotoninergici (SSRI),  ovvero quelli il cui effetto antidepressivo è affidato ad un aumento della serotonina. Con questi farmaci, in modo schematico e secondo quanto le evidenze della letteratura indicano, l’azione inibente sulla sessualità si esplica soprattutto grazie all’attivazione di un particolare sottotipo recettoriale della serotonina: i recettori 5HT2c (Keltner, McAfee, Taylor, 2002; Uphouse, 2013).

Inoltre la serotonina interagisce con dopamina e la prolattina, tutte sostanze che fanno parte del “quadro sessuale” (Bijlsma et al., 2013).

E’ vero anche, che spesso risulta difficile distinguere una disfunzione sessuale da “farmaci” da una concomitante condizione psicopatologica; ad esempio in un quadro depressivo che spesso comprende un basso desiderio sessuale può sommarsi l’effetto diretto degli antidepressivi che in egual misura creano problemi di natura sessuale. In sostanza è difficile districarsi (La Torre et al., 2013).

Molto sinteticamente si potrebbe dire che la serotonina avrebbe negative conseguenze (perdita della libido o difficoltà erettive o eiaculatazione ritardata * – sia direttamente per azione sui recettori inibitori prima detti, 5HT2c, sia indirettamente. Il costante aumento della serotonina infatti determina una riduzione del rilascio della liberazione di dopamina, a sua volta responsabile dell’aumento di prolattina che di certo non favorisce l’attività sessuale (Jong et al., 2006; Bijlsma et al., 2013).

Come sopra riportato l’ecstasy (MDMA) e gli allucinogeni (LSD, mescalina, psilocibina) che  agiscono sul sistema serotoninergico, come potenti agenti rilascianti la serotonina, presentano tutti effetti non desiderati da un punto di vista sessuale.

* Questo è stato l’effetto sfruttato per risolvere o alleviare il problema dell’eiaculazione precoce. Ciò consente di sottolineare quello che è sempre noto in farmacologia ovvero che l’utilizzo di farmaci inidonei alla finalità terapeutica per cui erano stati costruiti possono, al contrario, risultare utili, proprio per i loro effetti collaterali, in altre condizioni di patologia o disagio.

Infatti il farmaco pubblicizzato per l’eiaculazione precoce è esattamente un antidepressivo di cui si è colto il favorevole effetto di ritardare l’eiaculazione !!!

Alcune sostanze come l’ecstasy (MDMA) e gli allucinogeni agiscono sul  sistema serotoninergico come potenti agenti rilascianti la serotonina. Alla base degli effetti degli allucinogeni c’è la loro attività agonista sui recettori serotoninergici 5-HT2A (Bankson & Cunningham, 2001).

LSD, mescalina, psilocibina, sono potenti agonisti di tali recettori la cui stimolazione determina distorsioni cognitive e percettive con aumento dell’esperienza sensoriale.

Pertanto per le ragioni sopra indicate una terapia antidepressiva può creare problemi di natura sessuale che vengono vissuti dal paziente con grande disagio, talvolta fino al punto da indurlo ad interrompere il trattamento.

Vi sono dei suggerimenti proposti per la gestione delle disfunzioni sessuali causate da antidepressivi (Melton, 2012; Bender, 2013).

Alcuni consigli che gli esperti propongono sono:

  1. attendere la diminuzione spontanea degli effetti collaterali nel tempo;
  2. ridurre la dose del farmaco;
  3. drug holiday”: programmare la riduzione o la sospensione temporanea del farmaco;
  4. passaggio ad un farmaco antidepressivo diverso con minori effetti collaterali sessuali;
  5. praticare attività sportiva in quanto può migliorare il tono dell’umore e il desiderio sessuale attraverso la stimolazione della dopamina;
  6. l’utilizzo del Sildenafil in questi pazienti può migliorare il desiderio sessuale anche se non è associato ad alcun miglioramento nella qualità della vita (Brauser, 2013).

 

l’utilizzo del Sildenafil….tutto ritorna.

 

Categoria: Sesso, farmaci e droghe

 

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