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Endocrinologia dell’amore

L’amore, così come qualsiasi altra emozione, è regolato da fattori endocrini. Diversi ormoni sono identificati avere un ruolo nell’amore romantico e nell’attaccamento. Tra i più importanti: l’ossitocina, la vasopressina, la dopamina, la serotonina, il cortisolo, l’NGF e il testosterone.

Ossitocina e Vasopressina. Sono prodotti rispettivamente dai nuclei paraventricolari e sopraottici dell’ipotalamo e vengono rilasciati in circolo dalla ghiandola pituitaria. Le azioni principali dell’ossitocina sono quelle di innescare le contrazioni muscolari durante il parto e favorire il rilascio di latte durante l’allattamento, mentre la vasopressina è importante per la funzione cardiovascolare e il mantenimento della pressione arteriosa. Entrambi questi ormoni sono implicati nel legame di coppia. Alcuni recettori per la vasopressina e per l’ossitocina sono infatti presenti in molte aree del sistema dopaminergico. L’attivazione di questo sistema è importante per la formazione del legame di coppia e per l’esperienza gratificante legata al legame con l’altro.

Dopamina. Il sistema dopaminergico e le regioni innervate dalla dopamina, contengono un’ alta densità di recettori per l’ ossitocina e la vasopressina; in particolare questa alta densità si osserva a livello del nucleo accumbens, in vari nuclei dell’ ipotalamo e nella corteccia encefalica prefrontale: ciò rende queste regioni altamente sensibili ai cambiamenti nei livelli centrali di ossitocina e vasopressina, tanto che il rilascio di dopamina nel nucleo accumbens svolge un ruolo centrale nel creare interesse verso un partner e nella generazione dei legami monogamici. In particolare si è compreso che la stimolazione dei recettori dopaminergici D2 facilita questi interessi mentre la stimolazione dei recettori dopaminergici D1 li inibisce. In molti modi, l’ amore può essere vissuto come una dipendenza, ed infatti le vie dopaminergiche che sono coinvolte nell’ amore e nel legame di coppia sono in gran parte sovrapponibili a quelle coinvolte nei comportamenti di dipendenza: D1 inibisce i comportamenti di dipendenza, D2 li stimola.

Serotonina. La serotonina è implicata nelle prime fasi dell’amore romantico, mostrando particolari somiglianze con il disturbo ossessivo compulsivo, compresi i sintomi di ansia, stress e pensiero intrusivo. I primi stadi dell’amore sono infatti caratterizzati da una diminuzione dei livelli di serotonina, a fronte di un aumento dei livelli di corticosteroidi.

Cortisolo. Nelle prime fasi dell’innamoramento si ha un aumento dei livelli di cortisolo necessario a superare l’ iniziale paura del nuovo: oltre ai ben noti sentimenti euforici che si avvertono all’ inizio di un rapporto, l’ innamoramento è anche accompagnato da uno stato di stress e di insicurezza circa l’ inizio del rapporto. Per contro le relazioni a lungo termine tendono a ridurre i livelli di stress e ad aumentare le sensazioni di sicurezza attraverso una diminuzione dei livelli di cortisolo.

NGF (fattore di accrescimento del sistema nervoso). È una neurotrofica (sostanza che controlla la maturazione dei neuroni) secreta dall’ippotalamo in condizioni di stress. Recentemente sono stati riscontrati elevati livelli di NGF nel plasma di soggetti che si erano appena innamorati ma non in soggetti single o che avevano relazioni da lungo tempo. Il ruolo di questa sostanza è pertanto implicato nello strutturarsi dei legami di attaccamento durante le prime fasi dell’amore romantico; per contro i suoi livelli tendono significativamente a diminuire nel lungo periodo. Interessanti studi hanno dimostrato come l’NGF regoli il rilascio ipotalamico di vasopressina al fine di facilitare l’instaurarsi del legame di coppia.

Testosterone. Il testosterone è un ormone steroideo, che viene secreto dai testicoli dei maschi e dalle ovaie delle femmine. Presenta diverse funzioni, tra cui lo sviluppo del sistema riproduttivo maschile e lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari. Il testosterone è altresì coinvolto in diversi aspetti del comportamento sociale tra cui l’aggressività, la difesa della prole e l’intimità sessuale. L’influenza di questo ormone è stata nello specifico studiata nelle fasi iniziali dell’amore romantico per quanto riguarda la scelta del partner e per la successiva formazione del legame di coppia.

Per approfondire:

Si rimanda alla visione del video di Helen Fisher: Why we love.
L’amore, sostiene l’antropologa, è un esperienza che coinvolge culture di tutto il mondo.
“….in tutto il mondo le persone amano. Cantano per amore, danzano per amore, compongono poemi e storie sull’amore. Raccontano miti e leggende sull’amore. Si struggono per amore, vivono per amore, uccidono per amore e muoiono per amore.
Come scrisse Walt Whitman: “Oh, mi giocherei tutto per te“. Gli antropologi hanno trovato testimonianze di amore romantico in 170 società. Non ne hanno mai trovata una in cui fosse assente.
Perché desideriamo così tanto amare, fino al punto di morire per amore? Helen Fisher e la sua équipe di ricercatori hanno studiato e confrontato risonanze magnetiche di persone innamorate e di persone che erano appena state lasciate.
I risultati della ricerca sono poi stati discussi dalla dott.ssa Fisher.

La visione del video è accessibile anche dal menu principale, nella sezione “video”, dove si riporta di seguito la relativa traduzione.

 

 

 

 


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