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Utilizzo di materiale pornografico e problemi sessuali

porn

 

Una storia:

“….alcune volte rimanevo sveglio davanti al pc fino alle 4:00 del mattino, per poi risvegliarmi nel pieno pomeriggio.  Alcuni mesi mi abbuffavo così tanto di porno da superare le ore di navigazione sul web previste dal contratto….e le bollette raggiungevano costi esorbitanti. Tenevo contemporaneamente aperte 5-10 finestre in streaming  per rimbalzare ora su un video, ora su un altro per mantenere alta la mia eccitazione. Tutto questo è durato per molti anni….Quando passeggiavo per strada e vedevo una bella ragazza non sentivo alcunché minimo accenno di eccitazione. Ero felice di questo…era come se potevo finalmente riprendermi quel potere che, fino ad oggi, credevo le donne avessero sempre avuto su di me…Solo più tardi ho capito quanto tutto ciò potesse essere distruttivo. Quando facevo sesso con la mia ragazza ero molto nervoso e non  funzionava niente. La nostra vita sessuale è stata una delle principali ragioni per cui dopo due anni abbiamo rotto il nostro rapporto,… solo il porno mi eccitava e lo guardavo di continuo. Il sesso nelle vita reale era completamente scollegato dal piacere, dal godimento,…ho avuto problemi a raggiungere l’orgasmo e nel mantenere l’erezione. Dovevo chiedere alle donne che incontravo di venire stimolato a sufficienza per avere un’erezione… La mia vita iniziava a scivolare via in un vuoto chiamato depressione…così di nuovo, per risalire su, riutilizzavo il porno, per fuggire, per raggiungere quel breve e sfuggente momento di piacere. Poi di nuovo il buio …”.

Mattia, 35 anni.

 

Da Google digitando la parola chiave “porn” vengono richiamate più di 247 milioni di pagine, mentre digitando “XXX” sono state trovate più di 319 milioni di pagine.

“Sex” è la parola più digitata nei motori di ricerca. In Italia ci sono circa 35.000 siti, di cui oltre il 50% sono a tema sadomaso, gay-lesbo, fetish, e siti scambisti ed il sesso su internet costituisce il terzo settore economico della Rete.

L’impatto della visualizzazione cronica di materiale pornografico sulla sessualità è un ambito di recente interesse e pertanto ancora poco studiato.

In un recente sondaggio del 2012, condotto dai ricercatori della Società Italiana di Andrologia e Medicina Sessuale emerge come in circa 28.000 uomini italiani siano state rilevate problematicità nella sfera sessuale riconducibili in parte alla ripetuta esposizione verso materiale pornografico.

 

Come mai un’eccessiva e ripetuta esposizione nel tempo al materiale pornografico può portare a modifiche neurologiche  oppure a dei cambiamenti nel comportamento sessuale?

L’accesso ad immagini pornografiche, così come ad altri stimoli che producono motivazione e ricompensa (sesso, cibo, droghe, ascolto musica), stimola il rilascio di dopamina (correlato neurochimico del piacere) nel nucleo accumbens (area cerebrale che risiede nella zona dell’encefalo implicata nel “sistema del piacere e della ricompensa”). Se tuttavia il sistema viene stimolato in modo smisurato, si instaura il meccanismo della tolleranza, con una quantità di dopamina non sufficiente a produrre piacere /benessere e la persona avrà bisogno di “dosi” sempre maggiori di stimoli pornografici/sessuali per riprovare le sensazioni di benessere. A questo punto si pongono le fondamenta per l’instaurarsi di una dipendenza.

In tal modo si può comprendere la difficoltà riferita da Mattia, il protagonista della storia, nell’incapacità di raggiungere un  “godimento”  sufficiente nelle relazioni vissute al di fuori del web.

Gli uomini che utilizzano eccessivamente materiale pornografico lamentano sintomi di astinenza, difficoltà nell’avere erezioni spontanee e nel mantenere un’erezione sufficiente per avere un rapporto sessuale soddisfacente,  difficoltà nel raggiungimento dell’orgasmo, ritardo nell’eiaculazione, mancanza di desiderio sessuale.

La difficoltà di avviare un io desiderante, assieme ai molteplici meccanismi che determinano l’avvio e la conclusione di un rapporto sessuale, sembrano sparire nello spazio del web.

L’utilizzo massiccio della pornografia indebolisce il desiderio sessuale compromettendo l’immaginario erotico che va sempre più omologandosi ad una dimensione del piacere “collettiva” che azzera le differenze individuali e il desiderio che non si costruisce più all’interno di una propria esperienza individuale.

La sessualità è ora anonima, accessibile e usufruibile da tutti, proprio da tutti, all’interno di una società che spettacolarizza l’esperienza e non lascia più spazio alla scoperta.

 

Sitografia:

“How I Recovered from Porn-related Erectile Dysfunction”

SIAMS – Società Italiana Andrologia e Medicina della Sessualità.

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